Le specie del parco

L’importanza del sistema dei bacini, in particolare di quello Rottacapozza Sud, è legata alla presenza di numerose specie dell’avifauna, uccelli migratori e stanziali che utilizzano questo ambiente come area di sosta, di riproduzione e di alimentazione. I bacini si trovano sulle principali rotte di migrazione raccogliendo specie di uccelli provenienti dal Nord Africa, dai Balcani e dal Nord Europa.

Le specie protette
Oltre alle numerose colonie di gabbiani reali (Larus michahellis) e cormorani (Phalacrocorax carbo) è possibile osservare aironi rossi (Ardea purpurea) e cenerini (Ardea cinerea), cannaiole (Acrocephalus scirpaceus) o rari esemplari di fenicotteri (Phoenicopterus roseus). Nei chiari d’acqua nuotano numerose le folaghe (Fulica atra), le gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus) e i germani reali (Anas platyrhynchos) mentre nel canneto è possibile incontrare la natrice o biscia dal collare (Natrix natrix) e la rara tartaruga palustre (Emys orbicularis). Sono presenti anche numerosi esemplari di rospo comune (Bufo bufo) e di rospo smeraldino (Bufotes viridis), di rane verdi (Rana esculenta) e della piccola raganella (Hyla intermedia).

Nella macchia, invece, si possono osservare numerose uccelli come l’upupa (Upupa epops), i fringuelli (Fringilla coelebs) e il tordo bottaccio (Turdus philomelos). Tra i mammiferi dall’indole schiva e di abitudini notturne si annoverano la volpe (Vulpes vulpes) e la donnola (Mustela nivalis), la faina (Martes foina) e il tasso (Meles meles). Nei coltivi e nei prati che circondano le macchie non è raro incontrare il riccio (Erinaceus europaeus), o rettili come il biacco (Hierophis viridiflavus) e il colubro leopardino (Zamenis situla) presente in Italia solo in poche località della Puglia, della Sicilia e della Basilicata. Purtroppo è ormai scomparsa a causa di un eccessivo prelievo antropico la testuggine di terra (Testudo hermanni).

Airone cenerino
Riccio comune
Volpe rossa

Caretta caretta

Alcuni pescatori raccontano che un tempo, lungo i bassi litorali sabbiosi, arrivavano a deporre le uova le tartarughe di mare. Nel Mediterraneo, gli ambienti di riproduzione della tartaruga marina (Caretta caretta) sono ormai limitatissimi per il disturbo umano dovuto al turismo balneare; non è però difficile pensare che un tempo questi rettili acquatici prediligessero le coste ugentine, dato che si hanno notizie, anche recenti,[16] della loro presenza sui litorali salentini.

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