La flora del Parco

La flora consta di circa 400 taxa, di contro ai complessivi 1.300 taxa presenti nell’intero Salento. Molto diffusa la vegetazione tipica della macchia mediterranea, di notevole pregio anche sotto il profilo paesaggistico. Molto interessanti le aree a pineta oltre ai peculiari boschetti di leccio collocati anche nelle gravinelle. Il Parco è anche l’unica stazione italiana del Fiordaliso di Creta. Il Parco costituisce un tempio di biodiversita che sfoggia numerose specie di orchidee spontanee, che attraggono appassionati da tutta Italia.

Numerosi sono gli ambienti presenti in quest’area, inseriti nella stessa Direttiva Habitat come meritevoli di conservazione, a dimostrazione del valore della loro complessità ecologica. Tra gli habitat naturali e seminaturali meritevoli di tutela e conservazione si trovano:

  • Praterie di Posidonia 
  • Lagune costiere
  • Vegetazione annua delle linee di deposito marine
  • Pascoli inondati mediterranei
  • Steppe salate mediterranee
  • Dune mobili del litorale con presenza di Ammophila arenaria
  • Dune costiere con Iuniperus sp.
  • Dune mobili embrionali.
  • Pinete di pini mesogeni endemici
  • Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster
  • Formazioni di Euphorbia vicino alle scogliere
  • Percorsi substeppici di graminacee e piante annue (Thero-Brachypodietea)
  • Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica
  • Foreste di Quercus ilex
Praterie di posidonia
Dune costiere

Le specie endemiche

Anche da un punto di vista floristico l’area presenta, per qualità e quantità, caratteri di assoluto valore. Da un punto di vista qualitativo, circa il 3% delle specie sono degli endemismi, cioè esclusivi del territorio.

La spiaggia che da Torre S. Giovanni si protrae fino a Lido Marini (che in alcuni tratti per fenomeni erosivi è arretrata anche di 100 metri), è caratterizzata da una serie di cordoni dunali colonizzati da un tipo di vegetazione psammofila (adattata alla sabbia e agli alti contenuti di sali). 

Tra le specie più rappresentative la rughetta di mare (Cakile maritima), lo spinoso eringio dai capolini ametista (Eryngium maritimum), la pungente pastinaca marina (Echinophora spinosa) dalle caratteristiche ombrelle, il vilucchio delle sabbie (Calystegia soldanella) dalle campanule rosate, il candido giglio delle dune (Pancratium maritimum), l’euforbia delle spiagge (Euphorbia paralias), cui si associano alcune tipiche graminacee dai lunghi apparati radicali, molto importanti al fine del consolidamento delle sabbie delle dune, come lo sparto pungente (Ammophila australis), formante fitti cespi con pannocchia eretta e la gramigna delle spiagge (Agropyron junceum).

Nel corso degli studi su vegetazione e fauna condotti sui vari habitat e gli ecosistemi del Salento, Roberto gennaio, tecnico della prevenzione dell’ambiente del dipartimento Arpa di Lecce, ha rinvenuto nel parco un nuovo ibrido naturale di orchidea spontanea, quindi nuovo per la scienza. La scoperta botanica è stata pubblicata sul notiziario nº 41-2009 del Giros (Gruppo italiano ricerca orchidee selvatiche). Lo scopritore ha poi denominato l’ibrido Ophrys ozantina R.Gennaio, da Ozan, in onore ad Ugento e al parco naturale in cui è stato rinvenuto. 

A qualcuno potrà sembrare strano sentir parlare di orchidee, ma la flora spontanea del Salento annovera anche la presenza di diverse specie di orchidee endemiche, che fioriscono nel periodo primaverile, di piccola taglia e dal fiore grande quanto un’unghia di un pollice ma che reggono bene il confronto con quelle tropicali.

Orchidea spontanea
Vegetazione spontanea

L'ambiente dunale e l'ambiente umido

L’habitat fin qui descritto viene comunemente chiamato ammofileto. Sulle dune più consolidate s’insedia un residuo di macchia caratterizzata dal ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus) e dal ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), a cui si associano le specie tipiche della vegetazione psammofila e della macchia mediterranea, come la fillirea (Phillyrea latifolia), il cisto rosso (Cistus creticus), il rosmarino (Rosmarinus officinalis), la ginestra spinosa (Calicotome infesta) e l’acacia dalle copiose fioriture zafferano.

Tipico e dominante di quest’ambiente è il fiordaliso delle spiagge (Centaurea sphaerocephala) raramente presente lungo altre spiagge sabbiose pugliesi.

In alcuni tratti incontriamo una delle più rare e vecchie pinete costiere del Salento, la Pineta Rottacapozza, caratterizzata quasi esclusivamente dal pino d’Aleppo (Pinus halepensis), che pare sia stato impiantato nei primi anni del 1700 da alcuni frati di Gallipoli.[8]

Le aree circostanti i bacini, residuo degli ambienti palustri del passato, sono in parte occupate da vegetazione “igrofila”, bisognosa di acqua dolce e dell’ambiente umido. La vegetazione che si sviluppa lungo il bordo dei bacini è caratterizzata da formazioni di Spartina juncea e da Juncus maritimus. Dove il substrato ha un basso tenore di salinità è presente una vegetazione igrofila di Phragmites australis, la comune cannuccia di palude. La vegetazione fluttuante o sommersa dei bacini è invece prevalentemente costituita da brasca pettinata Potamogeton pectinatus e Ruppia cirrhosa, erba da chiozzi cirrosa.

Centaurea sphaerocephala

Scheda di dettaglio

E' una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae). Il fusto è normalmente piuttosto ramificato e il portamento varia da prostrato ad ascendente. Raramente le piante si sviluppano in altezza (50-70 centimetri), più spesso tendono a formare dei grossi cuscini dall'aspetto cespuglioso e disordinato. Le foglie inferiori sono lungamente picciolate e pennatosette. Le superiori sono sessili, a margine intero o dentato, spinescenti all'apice fogliare e dei denti. L'intera pianta è di solito ricoperta da un tomento lanuginoso che gli conferisce una caratteristica tonalità cinerina. I fiori sono raccolti in capolini solitari aventi i fiori periferici di colore purpureo, più chiari e tendenti al bianco quelli centrali. I fiori interni sono di forma tubulosa, i periferici (normalmente sterili) sono disposti a raggiera e si aprono in cinque grandi lobi.

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