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La bibliografia scientifica lo segnala nel Golfo di Genova (1965), in Sicilia (1975) e nella laguna di Venezia (1993) e la presenza del granchio blu nei Bacini di Ugento risale a prima che il Parco fosse istituito.
Già nel 2001 l’occhio di Roberto Gennaio notò un maschio di Callinectes sapidus nei bacini, confermandone poi la presenza nel 2006, in una pubblicazione congiunta con l’attuale Direttore del Parco e il compianto dott. Michele Pastore. Da allora le segnalazioni si sono succedute diventando regolarità, passando a problema ed arrivando a emergenza.
In tutto questo tempo, però, le popolazioni di C. sapidus nei Bacini di Ugento sono state oggetto di costante monitoraggio e studio grazie alla collaborazione di prestigiosi enti quali: Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria (ARPA Umbria), Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia (DCBB), Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università degli Studi del Salento (UniSalento – DiSTeBA) e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
Un’attenzione costante e una vigilanza puntuale, al fine di controllare gli effetti della specie alloctona sulle popolazioni locali e le soluzioni attuabili.

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(la foto di Roberto Gennaio ritrae un esemplare maschio di ben 568 grammi, catturato nel Bacino Rottacapozza Sud il 28 ottobre 2004; 19 anni fa!)

La presenza del Granchio blu nei Bacini di Ugento risale a prima che il Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento” fosse istituito

 

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